Imposta sostitutiva del 5% sugli aumenti retributivi dei rinnovi contrattuali: cosa cambia nel 2026

Alice Virginia Grassi • 13 febbraio 2026

La Legge di Bilancio 2026 introduce un importante beneficio fiscale per i lavoratori del settore privato: una imposta sostitutiva del 5% applicabile agli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali.

 La misura, contenuta nell’art. 1, comma 7, della Legge 30 dicembre 2025 n. 199, si inserisce in un più ampio intervento volto a sostenere il potere d’acquisto nel 2026

Chi può beneficiarne

L’agevolazione è rivolta ai lavoratori dipendenti del settore privato che soddisfano il seguente requisito:

  • reddito di lavoro dipendente percepito nel 2025 non superiore a 33.000 euro.
    Questo limite è confermato da diverse fonti specializzate.

Quali somme possono essere tassate al 5%

L’imposta sostitutiva si applica esclusivamente agli incrementi retributivi che presentano tutte le seguenti caratteristiche:

  1. Erogazione nel 2026
  2. Derivazione da rinnovi contrattuali sottoscritti tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026
  3. Nesso diretto con l’aumento previsto dal CCNL o accordo territoriale

La legge chiarisce infatti che solo gli “incrementi retributivi” riconducibili al rinnovo contrattuale possono essere assoggettati alla tassazione agevolata.

Superminimo assorbibile: come si applica l’imposta

Un punto di rilievo per aziende e consulenti riguarda il superminimo assorbibile.

In caso di assorbimento parziale o totale del superminimo:

  • la tassazione al 5% deve essere applicata solo sulla quota di aumento riconducibile al rinnovo contrattuale,
  • e non sulla parte riassorbita, poiché quest’ultima non costituisce incremento retributivo “nuovo”.

Applicazione dell’agevolazione: automatica salvo rinuncia

L’imposta sostitutiva del 5%:

  • viene applicata automaticamente dal datore di lavoro, senza richiesta del dipendente
  • può essere oggetto di rinuncia espressa da parte del lavoratore, che deve comunicarla in forma scritta

La previsione normativa parla infatti di “applicazione automatica salvo espressa rinuncia”

Questa possibilità può essere utile, ad esempio, in presenza di situazioni fiscali particolari in cui il regime ordinario risulti più conveniente.

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